Appuntamenti importanti
Assemblea Ordinaria dei soci del 24 marzo 2012
ecco la relazione del Presidente:
L'attività
principale dell'anno scorso è stata rivolta alla realizzazione del
secondo libro sui castellieri. Il primo come voi sapete ha come
titolo: “I
Castellieri preistorici del Trentino. Attraverso le ricerche di
Desiderio Reich e Carl Ausserer. L'Alta Valsugana – Aggiornamenti”
(edito nel 2010).
Questo
secondo volume ha un nome simile al precedente che è:“I
Castellieri preistorici del Trentino. Attraverso le ricerche di
Desiderio Reich. La Piana Rotaliana e la Bassa-Media Val di Non –
Aggiornamenti”
A
cura di Remo Carli, Tullio Pasquali, Bruno Kaisermann.
Alla
realizzazione dell'opera hanno partecipato - in modo molto diverso -
Franco Bonomi, Sandro Castelli, Fabio Cavulli, Mariano Devigili, Sven
Hermann, Paolo Inama, Pietro Marsilli, Leone Melchiori, Ivana Mosna,
Stefano Neri, Isabella Salvador, Anna Tava, Franca Valentini.
Il libro, sostanzialmente è
diviso in tre parti e riprende lo schema e l'impaginatura del
precedente lavoro.
La
prima parte riguarda la figura di Reich attraverso un attento studio
di Bruno Kaisermann dal titolo: Desiderio
Reich: un uomo onesto, uno storico fra '800 e '900.
La
seconda parte, trattata da più autori, ha come filo conduttore i
castellieri descritti da Reich, che per la Piana Rotaliana allargata
riguardano:
a
Lavis
il Dos del Paion; a Faedo
il
Castelliere di Faedo o dosso Cosner; a San
Michele all'Adige
il dosso di Cantaleone
presso
Grumo; a Mezzocorona
il
dosso di S. Michele e il dosso Riedel sul Monte di Mezzocorona; a
Mezzolombardo
i siti sono 3: i Castellieri o Castellazzi, la Torresella e il dosso
di S. Pietro.
Al
di fuori della Piana Rotaliana prima della Val di Non abbiamo
inserito Fai
della Paganella
con il Castellaz e Molveno
con
il Castellazzo o Castion di Molveno.
Nella
Bassa Val di Non, Reich segnalava sulla destra Noce Spormaggiore
con
il Dos di Castion o de Cort; Campodenno
con il Castellaccio o dosso Dronegh e nella media Val di Non Nanno
con il Caslir di Portolo. Sulla sinistra Noce nella Bassa Val di Non
indicava Ton
con
il Dos Caslèr e nella media valle Taio
con tre presenze che sono: il Dosso della Forcola, il Castelliere di
Taio o Spigolon e il Castelliere della Colombara e infine, s'intende
nel nostro lavoro, Vervò
con
due castellieri che sono: il dosso di S. Martino e il Dos Ciaslir.
Per
alleggerire la seconda parte vi sono due interessanti contributi di
Pietro Marsilli, uno riguarda l'antica chiesa di S. Vigilio a
Molveno, che va inserito nel capitolo di Molveno. E l'altro tratta la
pala dei santi Cipriano e Giustina di Dermulo che va assieme a quello
di Paolo Inama dal titolo, L'eremo
di Santa Giustina presso Dermulo e i suoi eremiti.
I due studi sono a coda dei castellieri di Taio. Questo surplus per
Taio è stato deciso per ricordare che Taio è la patria nativa di
Desiderio Reich e che nel 2013 ricorre il centenario della sua morte.
Conclude la seconda parte uno
struggente racconto di Anna Tava, che riguarda una giovane donna, con
i suoi sogni, con i suoi desideri e con i suoi dolori, naturalmente,
la narrazione si svolge in un castelliere preistorico posto in cima
ad un dosso.
La
terza parte ha come titolo, I
ritrovamenti preistorici della Piana Rotaliana “allargata” dopo
il 1913,
a cura di Tullio Pasquali e
Stefano Neri.
Si prende in considerazione soprattutto la nutrita serie di presenze
preistoriche situate sulla destra Adige che vanno da Zambana, con la
sepoltura della donna mesolitica di Vatte (scoperta nel 1968) a tutta
una sequenza di ritrovamenti che raggiungono Mezzolombardo, per poi
passare a Mezzocorona a Borgonuovo dove nel 1991 si rinvenne un'altra
sepoltura femminile mesolitica.
Dopo
quanto trattato sulla destra Adige si aggiunge altre segnalazioni che
in parte si trovano sulla sinistra fluviale dell'Adige. A Lavis
il
Dos dei Canopi. A Faedo
il Dosson e sempre a Faedo
il dosso Cosner per il ritrovamento inedito di un frammento di
roncola in bronzo. Sul versante opposto i rinvenimenti protostorici
del Monte
di Mezzocorona
e quelli del sottostante Castello
di S. Gottardo.
Dopodiché un sito preistorico e protostorico con presenze di Epoca
romana situato nel
territorio di Zambana a confine con quello di Mezzolombardo
(questo totalmente inedito).
La
monografia termina con una appendice assai interessante, a cura di
Fabio Cavulli dal titolo (provvisorio), La
coppellazione della Piana Rotaliana “Allargata”.
L'autore prende in considerazione dei massi coppellati presenti nel
territorio di Lavis con quelli individuati sul Monte di Mezzocorona,
e aggiunge delle considerazioni generali sulla ritualità della
coppellazione preistorica trentina e dell'Italia settentrionale.
Voglio precisare che la stesura
completa dell'opera non è ancora definitiva per la mancanza dei
contributi di Pietro Marsilli, di Anna Tava e Fabio Cavulli. Però i
tre autori mi hanno garantito la consegna del loro contributo entro
giugno massimo luglio. Se i tempi saranno rispettati prima della fine
dell'anno il lavoro sarà pubblicato. E sicuramente nel 2013 sarà il
nostro “biglietto da visita” nel ricordare il centenario della
morte di Reich. Lo studioso è deceduto improvvisamente a Trento 28
febbraio 1913. Egli aveva da poco compiuti 63 anni essendo nato a
Taio il 12 dicembre 1849.
Per ricordarlo è nostra
intenzione proporre un convegno, ancora tutto da definire. Il
simposio deve evidenziare la figura di Reich come studioso di una
realtà allora sconosciuta che sono i castellieri. Egli fece per
primo delle organiche ricerche in tutte le valli del Trentino. A
questo proposito martedì 13 marzo (scorso) ho proposto di
partecipare al convegno alla professoressa Annaluisa Pedrotti docente
di paletnologia al Dipartimento di Filosofia, Storia e Beni
Culturali dell'Università degli Studi di Trento. La professoressa è
assai interessata e vuole, sempre se tutto si realizza, coinvolgere
colleghi di altre università. Se quanto detto viene attuato è molto
probabile l'adesione di altre istituzioni (penso ad esempio al Museo
Tridentino). Se riusciamo a concretizzare il convegno, anche di una
sola giornata, abbiamo l'opportunità di proporre al pubblico oltre
che i Castellieri 2 anche le giacenze del primo libro sui
castellieri.
Per la buona riuscita
dell'incontro del 2013 il direttivo deve essere determinato nel
coinvolgere le amministrazioni comunali dove la figura di Reich è
più conosciuta intendo Taio, Spormaggiore, Mezzolombardo,
Mezzocorona e Trento.
Concludo
ricordando che ancora una volta L'Associazione Castelli del Trentino
è riuscita a far rivalorizzare
dei reperti medievali a suo tempo da noi recuperati. In questo caso
intendo quelli rinvenuti nel comune di Ton, vale a dire: a Castel S.
Pietro, a Castelletto di Ton e alla Rocchetta.
Il
“comunicato ufficiale” di una esposizione permanente si trova sul
giornale l'Adige di venerdì 23 marzo 2012 a pagina 47. In sintesi
l'articolo ricorda il nostro operato e il libro da noi pubblicato con
il sostegno finanziario del comune di Ton dal titolo “Quattro
castelli nel territorio del comune di Ton”
(edito nel 2006). E conclude in questo modo <<In previsione
dell'esposizione dei reperti ritrovati, la giunta comunale ha
approvato una convenzione da sottoscrivere con la Sovrintendenza ai
Beni archeologici per rendere possibile la mostra>>.
Una
convenzione identica è stata già fatta dal
Comune
di Mezzocorona sempre riguardante del materiale da noi recuperato, in
questo caso protostorico e medievale, proveniente in gran parte dal
Castello di S. Gottardo e altro dal Monte di Mezzocorona. Poco prima
della consegna dei reperti avevamo pubblicato nel 2007 un libro dal
seguente titolo “Il
passato a Mezzocorona. Attraverso i luoghi sacri di Sant Gottardo,
San Michele, San Valentino, San Cristoforo”.
Anche
in una Valsugana siamo riusciti nel far esporre del materiale
medievale a Caldonazzo, previa autorizzazione della Sovrintendenza ai
Beni archeologici, intendo quelli della Torre dei Sicconi. Reperti da
noi pubblicati in un piccolo opuscolo, dal nome “Torre
dei Sicconi. Storia di un castello medievale (1201-1385). Momenti del
passato di Caldonazzo”.
La pubblicazione è stata finanziata dal comune di Caldonazzo nel
ormai lontano 1987.
Altra
esposizione permanente sempre di materiale medievale si trova al
Castello di Ivano, mostra voluta dal proprietario, il compianto prof
Vittorio Staudacher. Ed è stato illustrato nel libro “Nel
Trentino orientale tre realtà Castellane. Castel Belvedere,
Castellalto, Castel Ivano”
(da noi edito nel 2003). Come ho appena accennato
l'opera
tratta anche Castellalto con un sostanzioso capitolo che riguarda i
rilievi del castello, anni 1991-1992, e parte del materiale da noi
recuperato. Tutti i reperti sono stati consegnati al comune di Telve
il
17 maggio 2011 nelle mani dell'assessore alla cultura Lorenza
Trentinaglia alla presenza del sindaco Fabrizio Trentin. Il materiale
di Castellalto, fra ceramica, vetro, monete e ferro ammonta a 443
pezzi. Va detto che con la consegna abbiamo poste le basi per un
“nuovo antiquario”. Sapendo che l'amministrazione comunale è
intenta a perfezionare una accordo
con la Soprintendenza per i Beni Archeologici, al fine di poter
inserire i reperti prima nel patrimonio archeologico pubblico
provinciale, come dettato dal Codice dei Beni Culturali per poi
ritornare in seguito in possesso degli stessi per allestire
un'esposizione permanente presso il comune.
Voglio
terminare ricordando che anche a Fornace presso la biblioteca
comunale vi è del materiale proveniente dal castello di Fornace.
Reperti da noi recuperato nel 1988-1989 e pubblicato nella monografia
“Il
castello Roccabruna a Fornace” (edito
nel 1998). Riassumendo dal 1987 a oggi siamo riusciti a concretizzare
le seguenti esposizioni permanenti: a Caldonazzo, a Telve, a Castello
di Ivano, a Fornace, a Mezzocorona e a Ton. Dopo quanto detto non
si può escludere che in futuro vi sia la possibilità di far
conoscere altro materiale proveniente da uno o più castelli
distrutti in provincia di Trento.
Il
24 marzo 2012 è stato rieletto il direttivo che rimanerà in carica
per cinque anni (fino al 2017).
Direttivo
Presidente:
Tullio Pasquali
Vice
presidente: Remo Carli
Segretario
e cassiere: Franca Valentini
Consigliere:
Pietro Marsilli
Consigliere:
Ettore Moranduzzo
Revisore
dei conti
Bruno
Kaisermann
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L'Associazione
Castelli del Trentino nasce a Caldonazzo (TN) il 2 luglio 1988 per la
volontà di alcuni appassionati di storia medioevale che
già da tempo avevano partecipato a progetti di ricerca
archeologica sul territorio trentino. L'intento
fondamentale è quello di effettuare ricerche e proporre delle
pubblicazioni su
strutture castellane cosidette "minori".
L'Associazione
opera, per conto proprio e per le Amministrazioni Comunali
interessate, ricerche e rilievi delle strutture castellane
esistenti che potranno essere affiancate da una
pubblicazione e da una
mostra didattica. Inoltre l'Associazione, se coinvolta, è
sempre pronta a partecipare ad attività collaterali.
L'Associazione
in 20 anni di vita è rimasta completamente indipendente,
pubblicando i propri lavori con i proventi del tesseramento sociale e
con contributi specifichi delle varie Amministrazioni Comunali.
I soci
attualmente iscritti coprono gran parte del territorio provinciale:
Trento, Cadine, Vigolo Baselga, Mezzocorona, Mezzolombardo, Monte
Sover, Folgaria, Rovereto, Besagno, Torbole, Riva del Garda, Tenno,
Bivedo, Pergine, Calceranica, Caldonazzo, Tenna, Barco di Levico,
Strigno; da fuori provincia vi sono soci a Bolzano, Milano, Varmo
(Udine), Pedemonte (Vicenza).
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